LE VIE PERDUTE. Distorsioni dello scorrere del tempo e della percezione dello spazio così come li intende la nostra razionalità. Per le vie perdute passeggiano le mie sensazioni e le mie visioni, come ecografie di un mondo sconosciuto e parzialmente celato. Percezioni dalle forme sinuose, indefinite e in continuo movimento che riecheggiano nei ricordi della mente.
LUOGHI DI APPARTENENZA. La fisicità, che ci appartiene, in un tempo e in un luogo nel quale siamo (o ci sentiamo) estranei. Un luogo lontano ed eterno. Un incontro di figure e di spazi che generano sensazioni momentanee ed eterne.
Con queste due serie di immagini propongo due aspetti apparentemente in antitesi, ma legati indissolubilmente alla natura umana e alla sua interazione con il mondo circostante. Due punti di vista opposti: da un lato quello soggettivo, generato da esperienze sensoriali e da interpretazioni emotive, dall’altro quello (apparentemente) oggettivo, che racconta un attimo infinito ed eterno, appartenente ad uno spazio indefinito, ma nel quale siamo certi di vivere, anche ora, la nostra esistenza.
Accompagnano queste immagini due poesie tratte da “Ritorni e partenze” del poeta, collega e amico Bruno Cantarini.
Mostra fotografica: “Le vie perdute” e “Luoghi di appartenenza”
- settembre 30th, 2011
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che cose straordinarie…quelle sentite e non solo viste,
la mente e la fantasia spesso decodificano il reale dove le cose sembrano,
mentre agli occhi dei più appaiono soltanto…questo a sengue freddo la visione
de “le vie perdute” e i luoghi di appartenza,g.
Grazie Giorgio.